
Ha intrinsecamente il profumo del buono, per me. Del pulito, no, meglio, no, di più: del lindo. La sua pianta cresce in virtuosi fitti cespugli dal gambo sottile: e, in fondo, quella spiga violacea offerta con pudore e scanzonata ribalderia assieme.
Ha lo sfondo di quel luogo della Francia, la Provenza, che per un buffo scherzo del destino mi ostino a conoscere solo da remoto, dai libri, dai racconti di viaggio, dai miei frustrati ma mai abbandonati itinerari di sogno: e mai invece ci ho messo piede di persona.
Forse ci rimarrei.
E c’è un’altra cosa: quando la annuso, è come se la mia mente si liberasse, come se di fronte ad essa si spalancasse un nuovo profilo d’orizzonte, come se il campo si sgombrasse e vedessi più nitido. Ho studiato, a questo punto, per andare scientificamente un po’ alla radice di queste mie traveggole: e trovato che le sue proprietà vanno con eleganza dall’antidepressivo al vasodilatatorio, dall’antisettico all’analgesico. Pare il suo delizioso profumo porti con sé delle doti riequilibranti e rasserenanti degli spiriti inquieti. Non ambivo a tanto, ma me lo potevo facilmente immaginare…
Questo mare magno che è il web mi ha regalato due preziosi suggerimenti: quello di farne dello sciroppo, che da quest’estate troneggia nel mio frigo e porta a livelli celestiali le mie cheesecake di pesche (provate anche voi); e quello di abbinarlo ad una frolla delicata -perché senza uova- per crearne dei deliziosi biscottini da tè. Quest’ultimo spunto mi viene dalle preziosissime pagine di un’amica di blog, di una collega mamma, quella sunflowers8 di “Oggi pane e salame, domani…” che ci ha regalato, ad agosto, questa bella versione di biscotti (vi metto il link direttamente, non vi sto a rielencare qui gli ingredienti, ho pedissequamente seguito le sue orme): biscotti che, come scrive lei, sono da fare, e rifare, e rifare…
Sbirciateli qui, http://sunflowers8.blogspot.com/2010/08/biscotti-alla-lavanda-di-lago.html.
Io vi lascio, devo andare a fare colazione, bieca scusa per sbocconcellarmene ancora un paio mentre la casa è ancora silenziosa e tutti, gatti inclusi, fanno la nanna…




postilla del 4 ottobre 2010.
presa in un'estasi olfattiva, li ho voluti anche così: con, al posto della lavanda, dei boccioli di rosa, opportunamente pestati nel mortaio con dello zucchero.
li annuso, chiudo gli occhi, torno in un giardino inglese di tanti anni fa per un po'.

